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D'OTTOBRE, FRANCESCO
La mattina in cui
se ne andò
mi pare ci fosse il sole.
Io amavo la ragazza bionda,
"di bellezza francese, un po' nervosa".
Non ho più
rivisto entrambi.
Solo come una luce
bianca, di polvere e risveglio,
fra gli ulivi
nessun confine
Marco
De Carolis
ALLA TUA OMBRA
Ti ho rinnegato, e rinnegavo mie radici.
Paura e rabbia, tua immobilità.
Anziano, stanco e solo.
In te vedevo fine mia. Destino.
Al fiume, scorgo acque scivolare
inesorabilmente al mare.
E rocce alte al cielo, toccano silenzi.
Profondità. Vulcani.
Aria, terra, fuoco. Tutto.
Eri già qui.
Sapevi.
Che ancora vita viene e torna.
E stagione nuova tattraversa, sempre.
Lascia che ti aspiri piano
da tuo tronco a foglia
e regalami tuo sogno e ogni saggezza.
Che anchio sarò materia ferma
e riposerò vicino. Qui.
Alla tua ombra.
Manuela
Panìco
IMMORTALE
Ti respiro. Antico.
Testimone muto.
Attorcigliate strade a membra. Tue.
Ceppo legnoso.
Percorsi aggrovigliati
a indifese colline. Verdi. Grigie.
Impervie. O terrazzate.
E in fondo, o laggiù, grave mare. Fermo.
Da cielo affondi terra. E ritrovi.
O forse terra ti rapisce. Brama.
Che in lei inghiottire linfa. Sogna.
Cose passate.
E di flussi trascorsi come marea, racconti.
Vite. Andate. Da venire.
A me che ascolto,
tuo profumo e soffio.
Delicato sfrondare
che non ruba foglie a destino.
Riluccicchi. In argento rimandi.
Su mia fronte abbandonata,
sfiora frutto maturo.
Tuo.
Cade.
Ovale scuro e ricco.
E so che Oro, comprende
tua essenza, natura.
In timido inchino mappresto a te,
che minuscola traccia sola
lascio al tuo cospetto.
Immortale.
Manuela Panìco
Olivo, forte e sofferente,
e' la Liguria la terra
del secco sudore
che muore
nei tuoi rami strozzati.
Non e' la tua natura
un chiaro avvertimento?
Tu per primo hai conosciuto
la fatica vitale
che e' tra l'alba ed il tramonto
di ogni contadino
Sotto il sole lento calando,
stanno le terrazze e i sassi graffiati
e le soffocanti reti terrose,
e cresce misto all'argilla
l'odore delle olive calpestate.
Sulla fronte solcata
del tuo fratello
che torna tra le fasce
ascolti un canto di malinconia,
una vipera striscia alla sua tana.
Tommy
[Tommaso Lonquich]
L'uomo è
fragile, come una foglia d'ulivo, ma sa crearsi una famiglia e facendo
ciò crea dapprima un ramoscello,
e poi un albero dal tronco imponente, capace di resistere all'impetuoso
corso della vita.
Così è l'albero di ulivo, forte e capace di difendere
il suo frutto ad ogni costo
Alice Balbo
Bedé "u bruttu" scrutava con aria serena
il nitido tramonto. Seduto sul gradino lastricato d'ardesia cotta dal
sole di generazioni, aspirava con evidente soddisfazione il fumo della
sua sigaretta di Trinciato Forte, precedentemente arrotolata tra le
grosse e callose dita.
Il grecale, che da un punto lontano a sud-est arrivava increspando le
onde e spazzolando le spiagge deserte giù alla marina, s'arrampicava
su per i valloni delle Perriane e di S. Lucia, frustando le cime degli
ulivi che, fascia dopo fascia, seguendo il profilo della collina, s'arrampicavano
dalle rovine del castello di Taggia, su fino alla Zotta e oltre la fontana
dell'Albareo, per poi, in cima alla costa, declinare verso Beuzi e il
fondovalle Armea. Il vento portava con sè fragranze di mare,
frammiste all'odore della terra appena magagliata. Qualche fascia piú
a valle, i tordi volavano da un ramo all'altro, alla ricerca di qualche
oliva dimenticata e, mentre il sole si coricava laggiú a ponente,
dietro il promontorio di Cap Ferrat, incendiando il cielo di rosso,
Bedé, in silenzio, ascoltava dentro di sè la soddisfazione
dell'uomo operoso che è a buon punto nel suo lavoro. Il raccolto
delle olive era stato abbondante e la frangitura aveva dato una buona
resa; la campagna era tutta magagliata e la terra era pronta ad accogliere
il seme che, in pochi mesi, avrebbe dato i suoi frutti. I "maxei",
gli antichi muri di contenimento che erano serviti a terrazzare le alture
prospicienti Taggia e un pò tutto l'entroterra ligure, erano
solidi e ritti; la vigna cominciava a vegetare e le piante d'olivo erano
quasi tutte potate e concimate. Aveva piantato mezzo quintale di patate
da semina, in ordinati solchi, nelle due fasce dietro la vasca d'irrigazione
e......
Danilo Sidari,
Il falò di san Benedetto
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