I VOSTRI AUTORI
a cura di Marco De Carolis



Sabrina Orefici propone:
Antonia si preparava alla partenza. Non riusciva più a dimenticare il sogno con la signora dalla voce meravigliosa, il ragazzo che urlava in quel modo straziante , le rocce tutte illuminate. Le immagini e i suoni continuavano a essere presenti, di giorno, al momento di addormentarsi o quando si svegliava. Da quel momento la bambina venne colta da un’inquietudine che crebbe ancora di più allorché monsignore tenne la predica sulle dieci vergini che attendono l’arrivo dello sposo. Fra loro le cinque stolte, pazze di gioia, dimenticano di riempire d’olio le lampade. Quando poi, a notte inoltrata, lui arriva, l’olio si è consumato e le lampade si spengono. Quelle cinque non possono recarsi alla cerimonia nuziale perché lo sposo dice loro:” Io non vi conosco!” . La predica aveva immensamente impressionato la bambina, sconvolgendola addirittura. Quella domenica giurò all’angelo accoccolato alle sue spalle che non intendeva essere una delle cinque stolte, e quando fosse stato il momento, ossia nel giorno del suo commiato da St. Damian, avrebbe tenuto olio in abbondanza.
Robert Schneider , Cara Signora America, Einaudi


UNA PROPOSTA…
L'alba lo colse sulle terrazze d'Aùrno. Si fermò a guardare: il cielo a oriente era d'un verde arioso, da tempo secco, e gli ulivi, nonostante l'abbandono, si alzavano clementi.
Francesco Biamonti, Vento largo


Fulvia Alberti propone:
Avevo dieci, dodici anni , e quel gigante grande e biondo che era mio
zio - simile, nella mia immaginazione, ai vikinghi di cui avevo letto nei
libri di scuola- mi scortò per la prima volta insieme ai suoi figli nel
seminterrato, ad assisterlo mentre faceva l'olio. La luce era fioca,
illuminava appena un cono tremolante intorno al quale noi assistevamo senza
fiatare, come fossimo stati in teatro, alla spremitura. Simili ai Carbonari,
tacevamo trattenendo il fiato: il Gigante ci aveva avvertito che l'olio
era molto suscettibile e l'operazione più delicata di un'alchimia .Venne il
momento in cui con cautela lo zio principiò a far colare nelle bottiglie
quella sostanza ancora misteriosa, simile a un metallo liquido, talmente
spesso che la luce lo venava di riflessi ma non ci passava attraverso.
Osai chiedere sottovoce : "Ma perché non le riempi interamente ?". " Per
via della Luna !", rispose il gigante. "L'olio è come la marea, quando la
luna è piena sale, sale, sale, e trabocca".
Da allora, nella mia immaginazione, nelle notti di luna piena l'olio
ribolle nelle cantine oscure come ribolle il mare nelle fosse oceaniche ed
il sangue nel ventre della donna. Da lassù, in mezzo al cielo, ci chiama
quella forza argentea con tale insistenza che è difficile resisterle e non
rompere la amarre per slanciarsi sulla sua scia..
François Ernest ( 1923-1968), La voie de la lune (trad. it. di Fulvia Alberti)


Io ti amerò ancora
quando l'ulivo d'argento
semmai accada
sarà spoglio.
Lin-Altsu di Kyoto



Matteo Alberti propone:
Il campo
di ulivi s'apre e si chiude
come un ventaglio.
Sull'uliveto
c'è un cielo sommerso
e una pioggia scura
di freddi astri.
Tremano giunco e penombra
sulla riva del fiume
s'increspa il vento grigio.
Gli ulivi
sono carichi
di gridi.
Uno stormo
d'uccelli prigionieri
che agitano lunghissime
code nel buio.
Federico Garcia Lorca, Campo di uliv



Fulvia Alberti propone:
Nessuno ti conosce. No. Ma io ti canto.
Canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia.
La grande maturità della tua intelligenza.
Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca.
La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria.
Tarderà molto a nascere, se nasce,
un andaluso così puro, così ricco d'avventura.
Canto la sua eleganza con parole che gemono,
e ricordo una brezza triste tra gli ulivi.
Federico Garcia Lorca, Lamento per Ignazio Sanchz Mejias (trad. it. di Carlo Bo)


Giacomo e Federico Aicardi propongono

I PROVERBI E L'ULIVO

Se mi vuoi amico trattami da nemico - Nella potatura non aver paura di togliere troppi rami: quelli che nasceranno daranno più frutti dei nuovi

Se l'uiva a rende U villan u spende - Se l'oliva rendeil contadino spende

Uiva benedetta Ca bruscia verda e secca - Ulivo benedetto Che brucia verde e secco

AvrìPana genti - Aprile Mignola gentile

Pana de mazzu a se ne va in frazzu - Mignola di maggioRischia di andare in malora (bruciata dai primi caldi)

De mazzu ina ramà E l'anà a l'à asegua - Di maggio un po' (ramata) di pioggiaE l'annata è assicurata

A nu l'è ina bona anà Se luiva a nu l'è tre vote rapà - Non è una buona annataSe l'oliva non raggrinza tre volte(restando molto sulla pianta incontra pioggia e siccità, con relativo ingrossarsi e raggrinzirsi) L'oliva che rimane è perciò sana e matura al punto giusto per dare ottimo olio

E pane i nu sun uive E uive i nu sun oiu E l'oiu u nu l'è sodi - Le mignole non sono oliveLe olive non sono olioE l'olio non è denaro

Oiu novu E vin veggiu - Olio nuovoVino vecchioPer cogliere il massimo delle sue caratteristiche l'olio va degustato e consumato nuovo (nell'anno) a contrario del vino che invecchiando migliora

L'oiu u l'è u mascellu di povei… Perché:cun oiu e sa u se cundisce u burdigà - L'olio è il macello dei poveriPerché:con olio e sale si condisce e si rende mangiabile anche un cespo spinoso





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