Ulivo, olio e cultura

Colori “ad olio” e parole d'autore

Per Olio Roi l'extravergine è arte e cultura. In questa sezione abbiamo raccolto un patrimonio di  immagini, colori e scritti che rimandano a una tradizione antica, rappresentata come olio su tela.



Letteratura

L'antologia dell'ulivo crescerà grazie a voi tutti.
Inviate pertanto (via e-mail a info@olioroi.com, all'attenzione di Marco De Carolis) dei testi, segnalando così dei "classici", o semplicemente qualsiasi lettura che abbia incontrato il vostro favore.
Naturalmente anche i vostri scritti verranno letti con attenzione ed eventualmente inseriti nell'antologia.
Grazie per la preziosa collaborazione.
Marco 


"E noi fummo fra gli ulivi
come un popolo antico nella
sua cattedrale: ogni speranza
era lì, ogni nostra sicurezza era lì,
negli ulivi."
Giovanni Boine


I classici italiani
a cura di Marco De Carolis

Lo so che il suo racimolo l'ulivo
oggi mi porge a mia salvezza. Sento
salire dalla terra un gregoriano
intessuto di vento, e non si espanse
in ritmi e pause mai sotto il mio cielo
più viva musica, più vera e segreta.
Maria Luisa Spaziani, Rito di novilunio

Poi vidi che le donne, coi fazzoletti neri in capo, erano le solite da sempre viste a raccogliere olive, a pascolare capre, che gli uomini erano i soliti, chiusi tipi dei nostri agricoltori, e mi sentii in un giro più familiare, ma insieme fatto estraneo, tagliato via; perché loro, questa gente, per me erano già stati una pena, un rimprovero - per me diverso da mio padre - a vederli, che so? imbastare dei muli, aprire all'acqua i solchi in una vigna con la vanga, senza poter con loro avere mai un rapporto, mai pensare di potere venir loro in aiuto.
Italo Calvino, L'entrata in guerra (Racconti)

Non si vedeva tutto Gagliano, che sta nascosto come un lungo serpente acquattato fra le pietre; ma i tetti rossi- gialli della parte alta apparivano fra le fronde grige degli ulivi mosse dal vento, fuori della consueta immobilità, come cose vive; e, dietro questo primo piano colorato, le grandi distese desolate delle argille sembravano ondulare nell'aria calda come sospese al cielo, e sopra il loro monotono biancore passava l'ombra mutevole delle nubi estive.
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

il marranzano tristemente vibra
nella gola al carraio che risale
il colle nitido di luna, lento
tra il murmure d'ulivi saraceni.
Salvatore Quasimodo, Strada di Agrigentum

Per arrivare dal chiaro di luna alla luce elettrica, Fontamara aveva messo un centinaio di anni, attraverso l'olio di oliva e il petrolio. Per tornare dalla luce elettrica al chiaro di luna bastò una sera.
Ignazio Silone, Fontamara

Pure colline chiudevano d'intorno
marina e case; ulivi le vestivano
qua e là disseminati come greggi,
o tenui come il fumo di un casale
che veleggi
la faccia candente del cielo.
Eugenio Montale, Fine dell'infanzia (Ossi di seppia)

L'ombra negli occhi s'addensava
Delle vergini come
Sera appiè degli ulivi
Giuseppe Ungaretti, L'isola (Sentimento del tempo)

Vedevamo, dalla finestra aperta, una collina; ma ci faceva paura anche quella;
e chi sa perché tra gli olivi ci pareva che i cipressi fossero d'una altezza che
prima non avevano. Qualche contadino, nel suo campo, accese un mucchio
di stoppie; e quella fiamma era per noi nell'infinito come le stelle.
Federigo Tozzi, Il cieco (Novelle)

Il podere, benché piccolo e con le case in quel modo, era bello: ci si trovava una dolcezza che invogliava a starci: cinque cipressi, in fila, dietro il muricciolo dell'aia; e poi tutto pieno d'olivi e di frutti.
Federigo Tozzi, Con gli occhi chiusi

Era un vecchio sbilenco, dalle giunture storpie e nodose, come un ceppo
antico di olivo saraceno. Per cavargli una parola di bocca ci voleva l'uncino.
Luigi Pirandello, La giara (Novelle)

Rotolando, accompagnata dalle risa degli ubriachi, la giara andò a spaccarsi contro un olivo.
Luigi Pirandello, La giara (Novelle)

La nebbia aveva distrutto sul nascere le olive, a Due Riviere; oppure la fillossera i vigneti dello Sperone.
Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal

Nel bosco degli ulivi la raggiunsi.
Scorsi l'ombre cerulee dei rami
su la schiena falcata, e i capei fulvi
nell'argento palladio trasvolare
senza suono.
Gabriele D'Annunzio, Stabat nuda aestas (Laudi)

e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Gabriele D'Annunzio, La sera fiesolana (Laudi)

Lo scampanìo cresceva, mutando metro. La luce del giorno cominciava a diminuire. Un ulivo, investito dal vento, batteva i rami contro la finestra bassa.
Gabriele D'Annunzio, L'eroe (Novelle della Pescara)

Dall'oriente acceso di color rosa,
cinta d'ulivo sopra il bianco velo,
perennemente a lui scendea la sposa,
per trarlo in alto, al Libano del cielo.
Giovanni Pascoli, Tolstoi (Poemi italici)

E il grande olivo, con un frullo lieve,
versò nell'aria un pigolìo d'uccelli.
Giovanni Pascoli, Il ritorno (Odi e inni, appendice)

Oh! quanti olivi sul pendìo! Sin troppi.
Erano un bosco. E ne cadean già nere
le olive, e l'olio avrebbe empito i coppi.
Giovanni Pascoli, Le armi (Primi poemetti)

E come li amo que' miei quattro olivi,
che al potatoio (sono morinelli)
gridano ogni anno: - Buon per te, se arrivi! -
Pascoli, L'oliveta e l'orto (Primi poemetti)

e il giovinetto sotto il glauco olivo
stava pensoso; ed un veloce cane
correva intorno a lui scodinzolando
Giovanni Pascoli, Il sogno d'Odisseo (Poemi conviviali)

Qui radichi e cresca! Non vuole,
per crescere, ch'aria, che sole,
che tempo, l'ulivo!
Giovanni Pascoli, La canzone dell'ulivo (Canti di Castelvecchio)

Odoravano i fior di vitalba
per via, le ginestre nel greto;
aliavano prima dell'alba
le rondini nell'uliveto.
Giovanni Pascoli, Alba (Myricae)

* * *

Così il pesco non s'innesta all'ulivo.
Giovanni Verga, Mastro don Gesualdo

Isabella dalla sua finestra vedeva il largo viale alpestre fiancheggiato d'ulivi, la folta macchia verde che segnava la grotta dove scorreva l'acqua, le balze in cui serpeggiava il sentiero, e più in su l'erta chiazzata di sommacchi, Budarturo brullo e sassoso nel cielo che sembrava di smalto.
Giovanni Verga, Mastro don Gesualdo

Poi veniva un uliveto folto come un bosco, dove l'erba non spuntava mai, e la raccolta durava fino a marzo. Erano gli ulivi di Mazzarò.
Giovanni Verga, La roba (Novelle rusticane)

La ragazza era tutta intenta a quello che diceva compare Alfio, e intanto l'ulivo grigio stormiva come se piovesse, e seminava la strada di foglioline secche accartocciate.
Giovanni Verga, I Malavoglia

Il sole c'era lì per tutti, e l'ombra degli ulivi per mettersi al fresco, e la piazza per passeggiare, e gli scalini della chiesa per stare a chiacchierare, e lo stradone per veder passare la gente e sentir le notizie, e l'osteria per mangiare e bere cogli amici.
Giovanni Verga, I Malavoglia

Il sole toccava le rocce alte del poggio alla Croce, le chiome grigie degli ulivi sfumavano nel crepuscolo, e per la campagna vasta, lontan lontano non si udiva altro che il campanaccio della bianca nel silenzio che si allargava.
Giovanni Verga, Jeli il pastore (Vita dei campi)

Le chiuse rendevano 1200 lire all'anno in lupini ed ulivi, messe a vigneto avrebbero dato, fra cinque anni, 12 o 13 lila lire, impiegandovene soli 10 o 12 mila; il taglio degli ulivi avrebbe coperto la metà della spesa. Era un'eccellente speculazione…
Giovanni Verga, Nedda

- No, diss'egli. Domani andrò a Mascalucia per la rimondatura degli ulivi, e non avrò bisogno di nulla. Dopo la mondadura ci sposeremo.
Giovanni Verga, Nedda

O tra i placidi olivi, tra i cedri e le palme sedente
Bella Arenzano al riso de la ligure piaggia;…
Giosue Carducci, In una villa (Rime e ritmi)

Né di viti né d'ulivi
Bel desio mi chiama là:
Fuggirei da' lieti clivi
Benedetti d'ubertà
Giosue Carducci, Nostalgia (Rime nuove)

Colli toscani e voi pacifiche selve d'olivi
A le cui ombre chete stetti in pensier d'amore,…
Giosue Carducci, Colli toscani (Odi barbare)

Sul muro spenzolavano ancora sfogliati e polverosi rami di olivo appesivi da lui nell'ultima domenica delle Palme di sua vita
Ippolito Nievo, Le Confessioni di un italiano

…Ella ti vinse:
che con la lancia poderosa il suolo
percosse e uscir ne fe' virente olivo
di rami spasi.
Giacomo Leopardi, Poesie varie

L'una è soave e mansueta in viso,
E stringe con la destra il santo ulivo,
E il mondo rasserena d'un sorriso.
Alessandro Manzoni, Del trionfo della Libertà

…udrà come redenta
fu due volte per voi, quando la Fiamma
pose Vesta sul Tebro, e poi Minerva
diede a Flora per voi l'attico Ulivo.
Ugo Foscolo, Le Grazie

E tutti i capelli, da due ciocche in fuori, ravviati sotto una reticella di seta con alquante foglie d'ulivo bizzarramente intrecciatevi da una banda - Era bella assai!
Ugo Foscolo, Viaggio sentimentale di York…

Ma osservando che l'ombra dell'ulivo diventava più lunga, mi sono ricordato del pranzo.
Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis

Quanti andranno tapinando e profughi ed esiliati, senza il letto di poca erba né l'ombra di un ulivo.
Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis

* * *

Se non che Oneglia, altrice
Nel fertil suolo di palladj ulivi,
Alza ai trionfi tuoi gridi giulivi;
E fortunata dice:
Dopo il gran Doria, a cui died'io la culla,
E' il mio secondo sol questa fanciulla.
Giuseppe Parini, La laurea, (Odi)

* * *

Quella ch'Atene adora, ha di bei stami
Di schietto argento e semplice la vesta,
riccamata di tronchi e di fogliami
di verde olivo e di sua man contesta.
Giovan Battista Marino, Adone (II)

Piove nettar l'olivo e l'elce manna,
mele la quercia e zucchero la canna.
Giovan Battista Marino, Adone (VII)

I peschi, gli ulivi, hanno pur radice ne i medesimi terreni, sono esposti a i medesimi freddi, a i medesimi caldi, alle medesime pioggie e venti, ed in somma alle medesime contrarietà; e pur quelli vengono distrutti in breve tempo, e questi vivono molte centinania d'anni.
Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi (Giornata prima)

Erano onorati nel convento degli Angeli i corpi di tre martiri, Proto, Iacinto e Nemesio; ma perché e' si onorassino molto più, fu allogato a Lorenzo una cassa di metallo, dove fece certi angeli di basso rilievo che tengono una ghirlanda d'ulivo, scrittovi dentro i nomi loro.
Giorgio Vasari, L Ghiberti, (Le Vite)

* * *

…e possiam, se vi piace, legare la stanca navicella del nostro ingegno e scendere in questa bellissima piaggia di mare, 
appresso questa dolcissima fonte la quale è adombrata da una oliva che spiega i rami in mezzo d'un lauro e d'una palma…
Torquato Tasso, Il Malpiglio secondo overo del fuggir la moltitudine

Qui non fallaci mai fiorir gli olivi
Torquato Tasso, La Gerusalemme liberata (XI)

Vita de la mia vita,
tu mi somigli pallidetta oliva
o rosa scolorita;
né di beltà sei priva,
ma in ogni aspetto tu mi sei gradita,
o lusinghiera o schiva;
e se mi fuggi o fuggi
soavemente mi consumi e struggi.
Torquato Tasso, Rime amorose estravaganti (248 - Rime d'amore)

De' tre vostri bei monti il sacro monte,
cui diè l'oliva il nome, è vero esempio
non lunge a quel dove con fero scempio
il Re del ciel sofferse oltraggi ed onte.
Torquato Tasso, Rime sacre (1648)

E nel comparire all'innamorate loro, simigliavano storni ritornati allo olivo donde gli avea cacciati allora quello "oh,oh,oh" del villano che si sente beccare il core beccandoglisi una oliva
Pietro Aretino, Ragionamento

E soffiando e fremitando con la cappa alzata dinanzi, parea un maltempo che in sul fine d'agosto si apparecchia a piovere: e sì come torbato crolla gli olivi e i ciriegi e gli allori col suo vento, così con la furia del suo menare crollava la camerina lunga duo passi
Pietro Aretino, Ragionamento

faggi, pini, genebri, olive, allori,
sterpi o virgulti o s'altro vi si trova
ch'abbi notizia di mie' antichi amori,
parlar, anzi con voi doler mi giova:
che, come al vecchio gaudio, testimoni
mi siate ancora alla mestizia nuova.
Ludovico Ariosto, capitolo XII bis (Rime)

…e per il cammino gli fu posta una ghirlanda d'ulivo in testa, per mostrare che da quello avesse e la salute e la libertà di quella patria a dependere.
Niccolò Machiavelli, Istorie fiorentine (XIV)

Poi Iulio di sue spoglie, armava tutto,
e tutto fiammeggiar lo faceva d'auro;
quando era al fin del guerreggiar condutto,
al capo gl'intrecciava oliva e lauro.
Angelo Poliziano, Stanze cominciate per la giostra del magnifico Giuliano

Sovra una verde riva
Di chiare e lucide onde,
in un bel bosco di fioretti adorno,
vidi, di bianca oliva
ornato e d'altre fronde,
un pastor, che 'n su l'alba appiè d'un orno
cantava, il terzo giorno
del mese inanzi aprile
Iacopo Sannazzaro, Arcadia (III)

E tu, Minerva, e tu, celeste Bacco,
per l'alma vite e per le sante olive,
fate ch'io porte la sua lira al sacco.
Iacopo Sannazzaro, Arcadia (IX)

E La uliva in qualche dolce piaggia aprica
Secondo il vento par hor verde hor bianca:
Natura in questi tali serba et nutrica
Quel verde che nell'altre fronde manca.
Lorenzo de' Medici, Ambra

trovò verso il fiume l'alto pino
E l'arbor de l'oliva a quello apresso:
Da le radice stilla una acqua chiara,
Dolce nel gusto e dentro al core amara;…
M.M.Boiardo, Orlando innamorato (II, XV)

* * *

Come voi vedete, il sole è alto e il caldo è grande, né altro s'ode che le cicale su per gli ulivi, per che l'andare al presente in alcun luogo sarebbe senza dubbio sciocchezza.
Giovanni Boccaccio, Decameron (I - introduzione)

Madonna, se io avessi cembalo io direi "Alzatevi i panni Monna Lapa" o "Sotto l'ulivello è l'erba";…
Giovanni Boccaccio, Decameron (V - conclusione)

Egli poi rimira le braccia e le bellissime mani non isdicevoli al formoso busto, e lei cinta d'uliva considera, e in ogni parte mirando, ove potesse entrare la sottile vista, di passare s'argomenta.
Giovanni Boccaccio, Comedia delle ninfe fiorentine

Sopra l'altro canto il palido ulivo, caro a Pallade molto, di rami pieno si vedea e di frondi, significante con abondevole segno i futuri frutti.
Giovanni Boccaccio, Comedia delle ninfe fiorentine

E Florio dirizzato in piè, sospirando sospirando e quasi stordito per la veduta visione, si trovò in mano un verde ramo d'uliva: per la qual cosa vie più d'ammirazione prese, e incominciò a pensare sopra le vedute cose e sopra il verde ramo.
Giovanni Boccaccio, Filocolo (III)

I'era amico a queste vostre dive
Le qua' vilmente il secolo abbandona;
ma quella ingiuria già lunge mi sprona
da l'inventrice de le prime olive:…
Francesco Petrarca, Canzoniere (XXIV)

L'oliva è secca, et è rivolta altrove
L'acqua che di Parnaso si deriva,
per cui in alcun tempo ella fioriva.
Francesco Petrarca, Canzoniere (CLXVI)

Non lauro o palma, ma tranquilla oliva
Pietà mi manda, e 'l tempo rasserena,
e 'l pianto asciuga, et vuol anchor ch'i' viva.
Francesco Petrarca, Canzoniere (CCXXX)

Egli è maggior miracol com'io vivo
Cento milia tanto, al me' parere,
che non serìa veder un olivo
che non fosse innestato menar pere,…
Cecco Angiolieri, Rime (LXXXIII)

E a dispetto de' Senesi, e a ricordanza di vittoria, ripiena di terra, vi piantarono suso uno ulivo, il quale infino a' nostri dì ancora v'era.
Giovanni Villani, Nuova cronica (I - VII)

Il cardinale Niccolao da Prato, segretamente domandato da' Bianchi e Ghibellini di Firenze a papa Benedetto per legato in Toscana, giunse in Firenze a dì X di marzo 1303; e grandissimo onore li fu fatto dal popolo di Firenze, con rami d'ulivo e con gran festa.
Dino Compagni, Cronica (III - IV)

L'anime, che si fuor di me accorte,
per lo spirare, ch'i'era ancor vivo,
meravigliando diventaro smorte.
E come a messagger che porta ulivo
tragge la gente per udir novelle,
e di calcar nessun si mostra schivo,
così al viso mio s'affisar quelle
anime fortunate tutte quante,
quasi obliando d'ire e farsi belle.
Dante, II, II, 67-75

così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
Dante, II, XXX, 28-33

Così ricominciommi il terzo sermo;
e poi, continuando, disse: "Quivi
al servigio di Dio mi fe' sì fermo,
che pur con cibi di liquor d'ulivi
lievemente passava caldi e geli,
contento ne' pensier contemplativi.
Dante, III, XXI, 112-117

In pietto portavano una palomma bianca, la quale teneva in vocca uno ramo de oliva in segno de pace.
Anonimo, Novellino



I vostri autori, le vostre proposte
a cura di Marco De Carolis

Sabrina Orefici propone:
Antonia si preparava alla partenza. Non riusciva più a dimenticare il sogno con la signora dalla voce meravigliosa, il ragazzo che urlava in quel modo straziante , le rocce tutte illuminate. Le immagini e i suoni continuavano a essere presenti, di giorno, al momento di addormentarsi o quando si svegliava. Da quel momento la bambina venne colta da un’inquietudine che crebbe ancora di più allorché monsignore tenne la predica sulle dieci vergini che attendono l’arrivo dello sposo. Fra loro le cinque stolte, pazze di gioia, dimenticano di riempire d’olio le lampade. Quando poi, a notte inoltrata, lui arriva, l’olio si è consumato e le lampade si spengono. Quelle cinque non possono recarsi alla cerimonia nuziale perché lo sposo dice loro:” Io non vi conosco!” . La predica aveva immensamente impressionato la bambina, sconvolgendola addirittura. Quella domenica giurò all’angelo accoccolato alle sue spalle che non intendeva essere una delle cinque stolte, e quando fosse stato il momento, ossia nel giorno del suo commiato da St. Damian, avrebbe tenuto olio in abbondanza.
Robert Schneider , Cara Signora America, Einaudi

UNA PROPOSTA…
L'alba lo colse sulle terrazze d'Aùrno. Si fermò a guardare: il cielo a oriente era d'un verde arioso, da tempo secco, e gli ulivi, nonostante l'abbandono, si alzavano clementi.
Francesco Biamonti, Vento largo

Fulvia Alberti propone:
Avevo dieci, dodici anni , e quel gigante grande e biondo che era mio zio - simile, nella mia immaginazione, ai vikinghi di cui avevo letto nei libri di scuola - mi scortò per la prima volta insieme ai suoi figli nel seminterrato, ad assisterlo mentre faceva l'olio. La luce era fioca, illuminava appena un cono tremolante intorno al quale noi assistevamo senza fiatare, come fossimo stati in teatro, alla spremitura. Simili ai Carbonari, tacevamo trattenendo il fiato: il Gigante ci aveva avvertito che l'olio era molto suscettibile e l'operazione più delicata di un'alchimia. Venne il momento in cui con cautela lo zio principiò a far colare nelle bottiglie quella sostanza ancora misteriosa, simile a un metallo liquido, talmente spesso che la luce lo venava di riflessi ma non ci passava attraverso. Osai chiedere sottovoce : "Ma perché non le riempi interamente ?". " Per via della Luna !", rispose il gigante. "L'olio è come la marea, quando la luna è piena sale, sale, sale, e trabocca".
Da allora, nella mia immaginazione, nelle notti di luna piena l'olio ribolle nelle cantine oscure come ribolle il mare nelle fosse oceaniche ed il sangue nel ventre della donna. Da lassù, in mezzo al cielo, ci chiama quella forza argentea con tale insistenza che è difficile resisterle e non rompere la amarre per slanciarsi sulla sua scia ...
François Ernest ( 1923-1968), La voie de la lune (trad. it. di Fulvia Alberti)

Io ti amerò ancora
quando l'ulivo d'argento
semmai accada
sarà spoglio.
Lin-Altsu di Kyoto

Matteo Alberti propone:
Il campo
di ulivi s'apre e si chiude
come un ventaglio.
Sull'uliveto
c'è un cielo sommerso
e una pioggia scura
di freddi astri.
Tremano giunco e penombra
sulla riva del fiume
s'increspa il vento grigio.
Gli ulivi
sono carichi
di gridi.
Uno stormo
d'uccelli prigionieri
che agitano lunghissime
code nel buio.
Federico Garcia Lorca, Campo di ulivi

Fulvia Alberti propone:
Nessuno ti conosce. No. Ma io ti canto.
Canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia.
La grande maturità della tua intelligenza.
Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca.
La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria.
Tarderà molto a nascere, se nasce,
un andaluso così puro, così ricco d'avventura.
Canto la sua eleganza con parole che gemono,
e ricordo una brezza triste tra gli ulivi.
Federico Garcia Lorca, Lamento per Ignazio Sanchz Mejias (trad. it. di Carlo Bo)

Giacomo e Federico Aicardi propongono 
I PROVERBI E L'ULIVO
Se mi vuoi amico trattami da nemico - Nella potatura non aver paura di togliere troppi rami: quelli che nasceranno daranno più frutti dei nuovi
Se l'uiva a rende U villan u spende - Se l'oliva rende il contadino spende
Uiva benedetta Ca bruscia verda e secca - Ulivo benedetto Che brucia verde e secco
Avrì Pana genti - Aprile Mignola gentile
Pana de mazzu a se ne va in frazzu - Mignola di maggio Rischia di andare in malora (bruciata dai primi caldi)
De mazzu ina ramà E l'anà a l'à asegua - Di maggio un po' (ramata) di pioggia E l'annata è assicurata
A nu l'è ina bona anà Se luiva a nu l'è tre vote rapà - Non è una buona annata Se l'oliva non raggrinza tre volte (restando molto sulla pianta incontra pioggia e siccità, con relativo ingrossarsi e raggrinzirsi) L'oliva che rimane è perciò sana e matura al punto giusto per dare ottimo olio
E pane i nu sun uive E uive i nu sun oiu E l'oiu u nu l'è sodi - Le mignole non sono olive Le olive non sono olio E l'olio non è denaro
Oiu novu E vin veggiu - Olio nuovoVino vecchio - Per cogliere il massimo delle sue caratteristiche l'olio va degustato e consumato nuovo (nell'anno) a contrario del vino che invecchiando migliora
L'oiu u l'è u mascellu di povei… Perché: cun oiu e sa u se cundisce u burdigà - L'olio è il macello dei poveri Perché: con olio e sale si condisce e si rende mangiabile anche un cespo spinoso


I vostri scritti
a cura di Marco De Carolis

D'OTTOBRE, FRANCESCO

La mattina in cui se ne andò
mi pare ci fosse il sole.
Io amavo la ragazza bionda,
"di bellezza francese, un po' nervosa".

Non ho più rivisto entrambi.

Solo come una luce
bianca, di polvere e risveglio,
fra gli ulivi…

nessun confine

Marco De Carolis


ALLA TUA OMBRA

Ti ho rinnegato, e rinnegavo mie radici.
Paura e rabbia, tua immobilità.
Anziano, stanco e solo.
In te vedevo fine mia. Destino.

Al fiume, scorgo acque scivolare
inesorabilmente al mare.
E rocce alte al cielo, toccano silenzi.
Profondità. Vulcani.
Aria, terra, fuoco. Tutto.

Eri già qui.
Sapevi.
Che ancora vita viene e torna.
E stagione nuova t’attraversa, sempre.

Lascia che ti aspiri piano
da tuo tronco a foglia
e regalami tuo sogno e ogni saggezza.
Che anch’io sarò materia ferma
e riposerò vicino. Qui.
Alla tua ombra.

Manuela Panìco


IMMORTALE

Ti respiro. Antico.
Testimone muto.
Attorcigliate strade a membra. Tue.
Ceppo legnoso.
Percorsi aggrovigliati
a indifese colline. Verdi. Grigie.
Impervie. O terrazzate.
E in fondo, o laggiù, grave mare. Fermo.
Da cielo affondi terra. E ritrovi.
O forse terra ti rapisce. Brama.
Che in lei inghiottire linfa. Sogna.
Cose passate.
E di flussi trascorsi come marea, racconti.
Vite. Andate. Da venire.
A me che ascolto,
tuo profumo e soffio.
Delicato sfrondare
che non ruba foglie a destino.
Riluccicchi. In argento rimandi.
Su mia fronte abbandonata,
sfiora frutto maturo.
Tuo.
Cade.
Ovale scuro e ricco.
E so che Oro, comprende
tua essenza, natura.
In timido inchino m’appresto a te,
che minuscola traccia sola
lascio al tuo cospetto.

Immortale.

Manuela Panìco


Olivo, forte e sofferente,
e' la Liguria la terra
del secco sudore
che muore
nei tuoi rami strozzati.

Non e' la tua natura
un chiaro avvertimento?
Tu per primo hai conosciuto
la fatica vitale
che e' tra l'alba ed il tramonto
di ogni contadino

Sotto il sole lento calando,
stanno le terrazze e i sassi graffiati
e le soffocanti reti terrose,
e cresce misto all'argilla
l'odore delle olive calpestate.

Sulla fronte solcata
del tuo fratello
che torna tra le fasce
ascolti un canto di malinconia,
una vipera striscia alla sua tana.

Tommy
[Tommaso Lonquich]


L'uomo è fragile, come una foglia d'ulivo, ma sa crearsi una famiglia e facendo ciò crea dapprima un ramoscello,
e poi un albero dal tronco imponente, capace di resistere all'impetuoso corso della vita.
Così è l'albero di ulivo, forte e capace di difendere il suo frutto ad ogni costo
Alice Balbo

Bedé "u bruttu" scrutava con aria serena il nitido tramonto. Seduto sul gradino lastricato d'ardesia cotta dal sole di generazioni, aspirava con evidente soddisfazione il fumo della sua sigaretta di Trinciato Forte, precedentemente arrotolata tra le grosse e callose dita.
Il grecale, che da un punto lontano a sud-est arrivava increspando le onde e spazzolando le spiagge deserte giù alla marina, s'arrampicava su per i valloni delle Perriane e di S. Lucia, frustando le cime degli ulivi che, fascia dopo fascia, seguendo il profilo della collina, s'arrampicavano dalle rovine del castello di Taggia, su fino alla Zotta e oltre la fontana dell'Albareo, per poi, in cima alla costa, declinare verso Beuzi e il fondovalle Armea. Il vento portava con sè fragranze di mare, frammiste all'odore della terra appena magagliata. Qualche fascia piú a valle, i tordi volavano da un ramo all'altro, alla ricerca di qualche oliva dimenticata e, mentre il sole si coricava laggiú a ponente, dietro il promontorio di Cap Ferrat, incendiando il cielo di rosso, Bedé, in silenzio, ascoltava dentro di sè la soddisfazione dell'uomo operoso che è a buon punto nel suo lavoro. 
Il raccolto delle olive era stato abbondante e la frangitura aveva dato una buona resa; la campagna era tutta magagliata e la terra era pronta ad accogliere il seme che, in pochi mesi, avrebbe dato i suoi frutti. I "maxei", gli antichi muri di contenimento che erano serviti a terrazzare le alture prospicienti Taggia e un pò tutto l'entroterra ligure, erano solidi e ritti; la vigna cominciava a vegetare e le piante d'olivo erano quasi tutte potate e concimate. Aveva piantato mezzo quintale di patate da semina, in ordinati solchi, nelle due fasce dietro la vasca d'irrigazione e......
Danilo Sidari, Il falò di san Benedetto


L'ulivo ... per parlare d'altro
a cura di Marco De Carolis

Idillio per B.

I bar sono belli, sai,
perché ci sono certe sedie magre,
che se guardi tra le gambe,
ti vedo che vai per la città,
ma non a piedi,
che hai sempre una macchina e una cagnetta
nere come le tue calze tese,
che compassata danno
armonia al mondo mio,
d' iggeometriche case
e tubi, colori belli,
sull'ardesia piana del paese.
La notte, non so se sai,
prendi non mai la penna rossa
e scrivi.
m.d.c.

 

Giovanni Peirone commenta una poesia di Mario Luzi:

In Sé
e in ogni dove maturò l'evento,
in cielo, in terra,
nell'imo più profondo
della sua profondità,
storia ed essenza
fabbricò la sua sostanza,
causò ipse se stesso
e il suo accadere
irreparabilmente
il non dicibile
mai detto avvenimento -
niente nel mondo ne rimase esente.
Oh noi tutti chiamati
all' essere in un lampo
per ogni tempo
prima che il tempo fosse
e gettati nei suoi evi;
a pascolarlo, bradi
e sparpagliati lungo i suoi dirupi
finche s'era ciascuno
alla sua ora
levato in piedi
per la prova
di vigore e conoscenza
che di era in era indura,
aveva
fabbricato una particola
di sé la storia umana
che ancora ci tortura …
come? per la liberazione sia nel nulla
sia nel pieno compimento … oh precor

Che cosa è l'uomo perché te ne ricordi? Eppure l'hai fatto poco meno che divino, dice un salmo.
La raccolta di Mario Luzi del 1999 si intitola "sotto specie umana"; la specie umana, e l'apparenza che del Sacramento della Comunione costituisce il sostrato materiale della presenza di Cristo, nel Quale totalmente si transustanzia. Ma tutto ciò parla la lingua dei fatti: evento, avvenimento, storia; che la vita sia sensata non è invenzione dell'uomo,  accade, attraverso la storia nostra e le nostre persone; non c'è parola che dica questo accadere (in cielo in terra e in ogni luogo); la salvezza accade, e come recita un canto natalizio inglese del '400, Dio si è fatto uomo stupendo la natura, il mondo è rinnovato da Cristo che regna; e noi, che come intuì il filosofo Heidegger siamo pastori dell'essere, non suoi padroni, in quel tempo che è lo spazio della vocazione nostra, del nostro compito, noi, come Lui ha fatto accadere in modo che non si può evitare la Sua presenza nel mondo, così siamo coinvolti in quel fatto; attraverso la nostra storia di peccato e invocazione, di profeti e guerre, noi che siamo quel particolare che del creato cerca l'origine, siamo trasfigurati da quell'avvenimento, ma attraverso la prova, non come oggetti; la grazia è attraverso il sì umano, Maria, il suo popolo, ognuno di noi: la carne di Cristo.
Ma qui inizia il dramma: l'attesa è compiuta, tocca a me ora, o liberazione o l'unica alternativa all'essere, il nulla, quello che come dice la Bibbia, a seguirlo si diviene nulla. L'ultima parola è così l'invocazione: il sì nasce da un altro, all'altro si chiede, fiduciosi.
La massima letizia coincide con la possibilità di fallire, oggi ci blandiscono con palliativi, con compromessi; come ripete un coro di Eliot, si tira avanti "vivendo e in parte vivendo", quasi fosse possibile davanti a Lui restare tiepidi; Cristo vomita i tiepidi, insegna l'Apocalisse, la grandezza che ci è donata ci stringe alla prova, la dignità che ci è data consiste in questo piegarsi di Dio alla nostra volontà: Lui che crea e scuote l'universo per un nostro sì; ma pure questo alla fine è grazia da invocare, il sì è suscitato da un avvenimento e conservato nell'invocazione.